Libri Tattili Illustrati

 

Libri Tattili Illustrati

 

In libreria, in biblioteca, a scuola, gli scaffali pullulano di opere di letteratura per l’infanzia nelle quali le illustrazioni assumono un’importanza più o meno marcata.

Ma vi siete mai imbattuti in un Libro Tattile Illustrato?

Non sto parlando di libri con, ad esempio, applicazioni materiche o pop up tridimensionali, ma di opere con illustrazioni realmente accessibili all’interpretazione tattile di un bambino con deficit visivo.

I Libri Tattili Illustrati, brevemente definiti TIB (dall’inglese Tactile Illustrated Book), sono presenti in abbondanza presso istituti e associazioni che si occupano di disabilità visiva, e a volte in alcune scuole frequentate da bambini con deficit visivo. Queste opere insomma vivono prevalentemente all’interno del luogo in cui sono utilizzate e spesso anche realizzate.

È un vero peccato, perché un Libro Tattile Illustrato è una vera e propria opera d’arte ricca di suggestioni e stimoli diversi di cui potrebbero beneficiare tutti i lettori, bambini e adulti, vedenti e non vedenti.

I Libri Tattili Illustrati infatti non sono libri solo per bambini ciechi, sono libri ANCHE per bambini ciechi.

Andiamo allora alla scoperta di un Libro Tattile Illustrato!

 A prima vista esso appare come un comune libro illustrato per l’infanzia, solo un po’ più voluminoso.

Osservandolo bene, però, possiamo scoprire alcune caratteristiche che lo contraddistinguono e riguardano in particolare la copertina, la rilegatura, il testo e le immagini.

 

La copertina nei Libri Tattili Illustrati

La COPERTINA è particolarmente rigida e solida perché deve proteggere il libro da possibili schiacciamenti e dall’uso prolungato (tante piccole mani lo esploreranno instancabilmente).

Sulla copertina troviamo anche la didascalia in braille che riporta titolo, autore e casa editrice.

 

Libri Tattili Illustrati. Esempio di copertina
La copertina di Settestella di Dario Moretti, pubblicato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, Roma, 2015 – Foto di Federica Bortolami

 

La rilegatura nei Libri Tattili Illustrati

La RILEGATURA deve essere esteticamente piacevole, come in tutti i libri, ma deve anche avere una funzionalità specifica.

Essa deve consentire agevolmente l’apertura completa del libro sul piano d’appoggio, in modo che il lettore possa usare contemporaneamente le due mani per esplorare il testo e le illustrazioni.

Deve inoltre garantire che tra una pagina e l’altra rimanga uno spessore sufficiente a inserire le illustrazioni tattili, che, essendo in rilievo, potrebbero compromettere l’aspetto finale del libro (una pagina bombata rovinerebbe l’estetica, ma anche l’assetto stesso dell’opera).

Le pagine sono accoppiate o comunque molto spesse perché possano reggere la corposità delle illustrazioni tattili e permettano la stampa del carattere braille.

 

Libri Tattili Illustrati. Esempio di rilegatura a spirale
La rilegatura a spirale in Settestella di Dario Moretti, pubblicato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, Roma, 2015 – Foto di Federica Bortolami

 

Il testo nei Libri Tattili Illustrati

Il TESTO presenta una doppia scrittura: in nero, cioè il classico testo stampato, e in braille, il sistema di lettura e scrittura in rilievo per non vedenti.

Il carattere del testo in nero è scelto accuratamente, in modo che font e grandezza rendano agevole la lettura anche agli ipovedenti.

La tecnica di stampa del testo in braille deve garantire che il punto braille sia ben marcato e resistente all’uso prolungato.

Il fatto che il carattere braille abbia misure standard, non modificabili, condiziona la lunghezza del testo, la sua configurazione sulla pagina e le dimensioni finali della pagina stessa.

 

Libri Tattili Illustrati. Esempio di testo in nero e in braille
Il testo in nero e in braille in Settestella di Dario Moretti, pubblicato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, Roma, 2015 – Foto di Federica Bortolami

 

Le immagini nei Libri Tattili Illustrati

Le IMMAGINI sono rese a rilievo. Perché siano facilmente comprensibili al disabile visivo devono rispettare determinate regole di corrispondenza con il testo e devono presentare alcune caratteristiche specifiche.

Gli elementi che compongono l’illustrazione devono avere uno spessore sufficiente da essere percepito attraverso il tatto.

Le forme grafiche devono essere identificabili con facilità nei loro singoli elementi, devono presentarsi nella loro interezza, nell’ordine corretto e devono rispettare le reciproche proporzioni.

I paesaggi, gli sfondi e le figure vengono rappresentati in modo stilizzato, senza l’uso della prospettiva, per facilitarne la comprensione.

I materiali utilizzati devono essere resistenti, fissati in modo adeguato e non pericolosi al tatto. Devono essere scelti con cura affinché vi sia il massimo livello di corrispondenza tra ciò che racconta il testo e la sensazione tattile trasmessa dai materiali stessi.  Per non creare confusione nella lettura tattile, è inoltre importante che ogni materiale venga utilizzato sempre e solo per il medesimo soggetto.

Le illustrazioni realizzate con colori sgargianti e a forte contrasto facilitano la lettura ai soggetti ipovedenti.

Le immagini in un Libro Tattile Illustrato, in sostanza non possono essere semplicemente una riproduzione bidimensionale degli elementi della storia, ma devono avere un senso per il lettore non vedente.

 

Libri Tattili Illustrati. Esempio di immagine tattile
Un esempio di immagine tattile, realizzata con diverse tipologie di materiali e senza l’uso della prospettiva, in Gaia e il mare di Costanza Longo, pubblicato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, Roma – Foto di Federica Bortolami

 

Promuovere i Libri Tattili Illustrati

Dopo questa panoramica sulle caratteristiche generali dei Libri Tattili Illustrati, vorrei condividere con voi una riflessione importante.

Il fatto che i Libri Tattili Illustrati si trovino rarissimamente in libreria e in pochissime copie nelle biblioteche, non solo priva tutti i lettori, ciechi e vedenti, adulti e bambini, dei benefici di opere ricche di stimoli e di suggestioni multisensoriali, ma fa soprattutto venir meno il diritto di tutti i bambini ad aver libero accesso alla lettura.

Questa tipologia di libri presenta difficoltà di produzione e distribuzione, entrambe costose e complesse.

Perché possano diffondersi è necessario abbattere i costi e lanciarli sul mercato a prezzi accessibili.

Il primo passo per realizzare tutto ciò è promuovere questo tipo di editoria nelle biblioteche, nelle scuole, in tutti i luoghi in cui si “fa” cultura e tra coloro che si occupano di letteratura per l’infanzia.

È proprio quello che il progetto BRINGING BOOKS TO BLIND KIDS cerca di fare nel suo piccolo.

Una goccia nel mare, la mia.

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